• The Brigit

Marta Vergombello, artigiana orafa e il suo cerchio perfetto

The Brigit incontra Marta Vergombello, erede dell’arte orafa veneziana


Venezia


Maestosa, meravigliosa, senza tempo. Venezia è nei miei ricordi di adolescente, quando con la mia famiglia vi trascorsi qualche giorno visitando i suoi luoghi storici, le sue indescrivibili bellezze e respirando quell’atmosfera fiabesca, così la ricordo, per la quale provo ancora una grande nostalgia.


Da quanti anni desidero tornare a Venezia! Oggi, oltre che rivivere la magia di quei ricordi adolescenziali - perdermi nel suo dedalo di vie strette, attraversare i suoi celebri ponti, osservare il passaggio delle gondole, curiosare tra un negozio e l’altro - ho un desiderio in più: trovarmi di fronte alla bottega di Marta, in Calle Larga Contarina al civico 1565/a.


La bottega di Marta


Mi immagino in San Marco, do un ultimo sguardo all’arcangelo Gabriele che riverbera il sole in cima al campanile, alla Basilica in fondo alla piazza, e girandomi mi infilo nel Sotoportego del Cavalletto, poi subito a sinistra… e, in meno di tre minuti, eccomi di fronte ad una vetrina: posso già vedere un banco da lavoro con tutti gli attrezzi, due sedie…


“La nostra bottega non è in una strada di passaggio, è nascosta in una piccola corte, la gente ci conosce con il passaparola”


Che sogno, non vedo l’ora che si possa tradurre in realtà.


Due sedie dietro al banco, una è per Roberto, papà di Marta, sull’altra si sedeva il nonno Guido, ma ora, su quella sedia, c’è lei a custodire i segreti dell’arte orafa di famiglia che dal 1932 diffonde fra le calli la bellezza di gioielli unici, fatti a mano seguendo un desiderio, interpretando un sogno.



Lungo questa antica strada veneziana c’è la bellezza di un tempo sospeso, un tempo che diventa prezioso, al di là di una piccola vetrina, che diventa arte, l’arte di Marta Vergombello, artigiana orafa dal talento straordinario.


Qui si dedica alla sua più grande passione, creare gioielli su misura secondo la sapienza artigiana di famiglia.


"Questo è il grande valore aggiunto su cui possiamo sempre contare”

Nella sua bottega si trovano anche i famosissimi moretti scolpiti in ebano e “vestiti”, interamente a mano, di oro e diamanti: ognuno è diverso dall'altro e a richiederli sono clienti italiani e stranieri che si innamorano di questo gioiello, tipicamente veneziano.


“Lavoriamo inoltre per i negozi come assistenza: modifichiamo e ripariamo i gioielli delle grandi Maison come Bulgari, Pomellato, Damiani, Vhernier”


Marta, erede della tradizione orafa veneziana


Entro nella sua bottega, virtualmente. Sono ormai abituata a questi incontri ma devo dire che provo sempre una certa emozione: riesco a sentire l’umanità di chi li vive, quel quotidiano che li anima fatto di clienti che entrano ed escono, di saluti…


Iniziamo a conversare, parliamo (come se ci conoscessimo da sempre!) di lavoro, figli, gravidanze, scopro parola dopo parola la sua passione di artigiana e imprenditrice. Il racconto è essenziale, le parole semplici e intense fanno trapelare la sua dolcezza di mamma, la sua dedizione per il lavoro, la sua determinazione a costruire il futuro di una tradizione di famiglia, con lei alla terza generazione.



Dopo il liceo Marta s’iscrive alla facoltà di Design industriale a Treviso, ma dopo pochi mesi decide di lasciare gli studi.


“Sono molto concreta, avevo bisogno di toccare con mano ciò che dovevo fare. C’era il laboratorio di famiglia, dove sono cresciuta e dove per anni ho visto lavorare nonno Guido, accanto a mio papà”


Dalla scuola alla bottega, il passaggio è stato naturale. Nel 2002 Marta chiede a suo padre se potesse iniziare a lavorare con lui in bottega.


“Mio padre ne fu contento. Per i primi tre anni ho lavorato al suo fianco, è stato per me un ottimo maestro! Ha avuto molta pazienza, giorno dopo giorno mi ha insegnato i segreti della tradizione orafa di famiglia, anche lui aveva iniziato a lavorare qui quando era giovane, ed era stato allievo di suo padre”



Per Marta è stata una grande scuola: lavora sin da subito con i materiali più pregiati, fonde l’oro secondo le antiche tecniche, impara a relazionarsi con i clienti, ad ascoltarli, comprenderne i desideri attraverso le loro richieste per poi tradurli nel gioiello che hanno sempre sognato.



“Avevo trovato la mia strada, ora il mio obiettivo era chiaro. Ho deciso di continuare la mia formazione frequentando l’Istituto Gemmologico d’America a Vicenza, dove ho studiato le pietre, il diamante e design del gioiello”


Famiglia e creatività


Marta ha due bambini: Agata di 6 anni e Andrea di 14 mesi.


“Ho lavorato finché la pancia non mi ha più permesso di sedermi al banco, e per tutto il loro primo anno di vita sono rimasta a casa dal laboratorio.

La maternità è stata una parentesi bellissima, unica, in cui mi sono dedicata completamente a loro. Mi sono resa presto conto che, immersa in quei nuovi equilibri, non riuscivo a creare, non mi sentivo abbastanza sul pezzo, era come se non riuscissi a sdoppiarmi tra vita famigliare e vita lavorativa”


Un momento della vita che molte di noi vivono e che a volte lascia un senso di fragilità, di paura per il proprio futuro, anche lavorativo, ma che spesso diventa il motivo per ritrovare tutta la forza che ognuna di noi, come donna e madre, ha dentro di sé.



“Quando Andrea, il più piccolo, ha iniziato a frequentare il nido, ho ritrovato il tempo necessario per dedicarmi alle idee e ai progetti che avevo chiuso in un cassetto. Nella mia testa sono riaffiorate tutte quelle intuizioni che mi hanno portato alla creazione di nuovi gioielli”


Marta temeva di “aver perso la mano”, di non riuscire più a tornare a lavorare a quel banco, ma poi è bastato riprendere gli attrezzi “...e poi, sì, è un’arte che fa ormai parte di te, e tutto è tornato”


Momenti di soddisfazione


Impegno, tempo, preparazione, sono tutti ingredienti necessari ad un’arte che però ha in sé anche un aspetto creativo molto importate che non può che regalare tanti momenti belli e gratificanti.



“Ogni giorno, quando finisco un pezzo, vedere il bello che è nato dalle mie mani, questa è una soddisfazione, o quando un cliente sceglie di acquistare una mia creazione, che nasce dal lavoro della mia testa e delle mie mani”


Essere orafa nel 2020


“Il laboratorio è nato nel 1932 con mio nonno, abbiamo alle spalle una grande storia.

È un lavoro che richiede grande costanza. Dopo 18 anni al fianco di mio padre, ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, tutt’ora devo immagazzinare nozioni che ho paura di dimenticare”


Il racconto di Marta è così sincero che non nasconde le sue fragilità.


“A volte, quando penso al giorno in cui mi affiderà la conduzione del laboratorio, ho paura di non esserne in grado, di non saper fare le cose bene come le fa lui… io gli riconosco una sapienza e un’arte che non mi sento di avere."


"Ma poi, quando ci rifletto, so che ci metterò dell’altro, che ho in me. Ogni giorno bisogna imparare ad avere fiducia in sé stessi”

Nella bottega di Marta tutto è fatto a mano, questo è l’aspetto del suo lavoro che le piace di più.




“Amo il fare con le mani: prendere l’oro puro, fonderlo e crearne qualcosa. E così che sento di esprimere tutta me stessa, e questo mi rende felice. E’ una cosa che consiglierei ad ogni donna: Parla, racconta di te, anche nel lavoro che fai!"

Il futuro


“Ho imparato da papà che è tradizionalista, seguo la sua corrente. C’è qualcosa di me che però tenderebbe ad allontanarsi, ma per ora voglio rimanere fedele alla tradizione di famiglia”


Marta ha un ruolo importantissimo: custodire e tramandare l’eredità di due generazioni di maestri orafi e traghettarla nel futuro. Sarà un nuovo equilibrio che Marta saprà raccontare grazie al suo “saper fare”. Attraverso la sua ricerca estetica, che parte dalla semplicità di un cuore sincero, saprà regalare un nuovo tempo all’arte orafa di quella antica calle veneziana.


Noto che indossa degli orecchini a forma di cerchio. Forme semplici che si uniscono a parole semplici per definire una bellezza che non ha bisogno di urlare, ma che, nella sua semplicità, può essere perfetta.



“Il cerchio mi rispecchia, è istintivo, essenziale, è semplice come me”

Se vuoi scoprire il mondo di Marta visita www.vergombello.it

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