• The Brigit

Marta Cucchia, grande maestra della tessitura italiana

The Brigit incontra Marta Cucchia, “anima e cuore” dell’atelier Giuditta Brozzetti, erede di una tradizione famigliare, con lei alla quarta generazione.


Ho iniziato a scrivere la storia di Marta negli ultimi giorni del 2020, in piena zona rossa, causa Covid19. Mentre leggete, ora, forse vi trovate in una zona arancione, o gialla…

Come ci siamo abituati ormai a sentire queste parole, a rispettarle, come risuonano nella nostra testa, come ancora il cuore fatica ad accettarle!

Il nostro cuore desidera altro: un abbraccio, un incontro, una mano che stringe la nostra, un contatto umano che è il senso della nostra vita.


The Brigit mi ha permesso di continuare a seguire il cuore e a credere nella nostra profonda umanità.

The Brigit è "sentire" vicino a me donne "lontane", grazie al loro racconto di vita e talento, è superare ogni confine di spazio e tempo per restare unite, è continuare a incontrarci, dialogare, lasciandoci ispirare dalla storia di donne straordinarie.


Una di queste è Marta.


Artigiana, imprenditrice, insegnante, nasce nel 1971 a Perugia.


Marta custodisce la storia dell’antica arte tessile umbra, fatta di tecnica, passione, e di un "saper fare" che lei padroneggia abilmente dando vita a creazioni uniche, come le tovaglie "perugine", vera e propria eccellenza del Made in Italy, conservate nei più grandi musei del mondo.


Il progetto di Marta è ancora più ambizioso. Non solo atelier, ma anche museo, per dare a tutti la possibilità di assistere a uno spettacolo veramente unico: osservare i telai antichi, in funzione, nell’atto straordinario di trasformare il filo che forma la trama e il tessuto, intreccio dopo intreccio… immersi in un contesto architettonico carico di misticismo e di storia. Una storia declinata al femminile.


Sin dal 1921 Giuditta Brozzetti, sua bisnonna, ha l’intuizione di rivolgersi al pubblico delle grandi città, perfino quelle americane, come New York che ha forti legami con l’Italia.


Ancora oggi, la voce di Marta, fra le mura di San Francesco delle Donne, diventa la voce di altre donne che con coraggio, nel tempo, hanno scelto di dedicare la loro vita a un artigianato che era ed è fonte di vita.


Il grande fotografo statunitense Steve McCurry l’ha ritratta così, al telaio, mentre quei fili, tra le sue mani, uniscono passato e futuro, mentre lei, con attenzione, continua a tessere un ponte nella storia.



L’atelier


Mi accoglie virtualmente in una cornice che è a dir poco mozzafiato. Il suo atelier si trova infatti all’interno della Chiesa di San Francesco delle Donne (un caso?!) a Perugia, in Umbria.


Provo stupore, non pensavo potesse esistere un luogo di tale bellezza.


Qui, ogni giorno, Marta siede davanti a uno dei suoi telai ottocenteschi (ne ha sette “a jacquard” e tre a pedali, tutti manuali), accoglie visitatori da tutto il mondo,

vive la bellezza di una tradizione centenaria che fa di lei Maestro d’Arte e Mestiere.

La denominazione San Francesco delle Donne deriva dal fatto che nel 1252 il Convento fu ceduto dai Francescani alle Monache Benedettine. Risalente al 1212 è la chiesa francescana più antica di Perugia.


Sconsacrata nell’Ottocento, divenne sin da subito una filanda dove trovarono occupazione fino a 300 “popolane” perugine. Da allora continua ad essere utilizzata come edificio industriale, finché viene acquistata dalla sua famiglia e trasformato in laboratorio dalla madre.



È evidente la grande importanza che l’elemento femminile ha avuto nella storia del convento e come il nome San Francesco delle Donne non sia casuale!


Il Laboratorio Giuditta Brozzetti dal 1996, grazie a Marta, prosegue questa tradizione femminile, continuando il cammino iniziato secoli fa dalle monache benedettine.


Una storia di donne dal 1921


La storia di Marta è profondamente legata a quella della sua bisnonna.


Giuditta Brozzetti, pioniera dell’emancipazione femminile, negli anni Venti del secolo scorso, affascinata dalla bellezza dei lavori di tessitura della tradizione umbra, da sempre creati da mani femminili, sia nelle case che nei conventi, fonda il laboratorio-scuola artigianale per la produzione di tessuti artistici di alta qualità per l’arredo della casa, fornendo un reddito alle donne bisognose.


Da quel momento, la passione per l’arte della tessitura si è tramandata di madre in figlia.

Il laboratorio si è distinto negli anni per l’accurata e fedele riproduzione degli antichi motivi decorativi che caratterizzarono la produzione tessile medievale e rinascimentale umbra. Fin dal 1200 infatti, la città di Perugia era famosa per i suoi “Pannili alla peroscina”, stoffe nate come arredo sacro, molto apprezzate in tutta Europa.


Negli anni ’50, Eleonora, figlia di Giuditta, rilevò il Laboratorio e ampliò l’attività creando anche stoffe per l’abbigliamento e una linea di modelli propri, premiata alle sfilate di Milano.


Per anni Eleonora fu affiancata dalla figlia Clara, appassionata di storia e iconografia, che si dedicò allo studio e alla riproduzione delle “Tovaglie Perugine”.


Marta diventa erede della tradizione di famiglia, con lei alla quarta generazione.


Marta, sin da piccola, passa i pomeriggi ad osservare le tessitrici lavorare ai telai, nel laboratorio di tessitura della mamma, e ne è incantata. In realtà adora tutti i lavori manuali.


Decide di trasferirsi a Milano per frequentare l’Istituto Europeo di Design.


“Avevo una forte vena creativa, ma sin dalle superiori per me studiare comportava una grande fatica. Nessuno riponeva molta fiducia nel mio futuro in quanto avevo veramente grandi difficoltà”

“In me si era fatto largo il pensiero che non ce l’avrei mai fatta”


“Sono però molto determinata e testarda”

Questa determinazione le ha permesso di concludere il ciclo di studi e, a ventiquattro anni, di iniziare a lavorare come Interior Designer. Nello stesso tempo, Marta ha continuato ad aiutare e lavorare nell’azienda di famiglia.


“Alla fine, ho deciso di seguire in modo definitivo le orme della mamma”


Marta vince la sua sfida


“Un giorno mia mamma mi chiamò, dicendomi che voleva chiudere l’attività.

Se avessimo chiuso però, avremmo perso tutte le tessitrici e nessuno di noi avrebbe saputo far funzionare i telai, proprio perché mia mamma, mia nonna e anche mia bisnonna si avvalevano di lavoranti dalle campagne che sapevano tessere al telaio.

Decido quindi, una volta terminati gli esami e ottenuto il diploma in Architettura d’interni, di tornare a Perugia”


Ed è qui che, nel 1995, Marta apre una cooperativa con le tessitrici della mamma e trasferisce il Laboratorio nella Chiesa di San Francesco delle Donne.


Inizia una sfida: decide d’imparare l’arte antica della tessitura.


“Ed eccomi, dopo 25 anni, ancora qui, nonostante le numerose difficoltà”

A 35 anni scopre, quasi casualmente, di essere dislessica e distonica.


“Quando ero piccola non c’era la conoscenza di queste problematiche”


Finalmente è riuscita a comprendere l’origine delle sue difficoltà, quelle fatiche affrontate negli anni di studio, può rileggerle con orgoglio, e capire quanto sia stata grande la sua determinazione.


“Nulla poteva fermarmi”

Oggi Marta, esprime la propria creatività attraverso la realizzazione di tessuti per l’arredamento, progettando nuove soluzioni, interpretando in chiave moderna l’antica tradizione tessile umbra.



Il 2020 annus horribilis


“Il 2020, segnato dalla pandemia, è stato per noi un anno difficilissimo. Non ci è stato possibile accogliere i visitatori, che ogni anno arrivano da ogni parte d’Italia e del mondo, per condurli nell’esperienza più autentica di osservare i telai in movimento”

Immersi in un contesto scenografico di ancestrale bellezza, visitare il laboratorio in San Francesco delle Donne, è un momento unico, di profonda comprensione della Storia, di empatia con la vita di un territorio nel tempo del Medioevo.


“Dopo ogni crisi c’è la ripresa e proprio a quella ripresa stiamo lavorando per continuare a produrre i nostri tessuti e continuare ad accogliere i visitatori. Il problema è arrivarci…

Mantenere una struttura come questa è molto oneroso, così come è molto faticoso il lavoro con i telai. I tempi di produzione sono lunghi e non è facile ottenere profitti”.


La felicità di Marta


Nonostante le difficoltà, Marta è felice. L’aspetto creativo e di progettazione le regalano grandi soddisfazioni.


“Mi piace creare, progettare i miei pezzi. Ma la più grande gratificazione è accogliere i visitatori, tanti di loro non hanno mai visto un telaio… e osservare lo stupore, la gioia sui loro volti, spesso commossi”

Riuscire a regalare un’emozione, attraverso la conoscenza della storia, della bellezza creativa, e poterla leggere negli occhi della gente che accoglie nel suo laboratorio, è una gioia che gratifica Marta e la spinge, ogni giorno, a credere nell’importanza di una tradizione che è la sua passione.


“Rappresento uno degli ultimi laboratori di tessitura a mano d’Italia. Sono l’ultima a sapere come si fanno certi lavori, sento di avere un ruolo molto importante, fatto per me”



“Per vivere bene bisogna essere curiosi, guardare il mondo con avidità e curiosità e aprire la mente, in quanto ogni cosa può essere d’ispirazione e costituire un tassello in più per il nostro sapere”


Il vero lusso


Il vero lusso per Marta è fare ciò che ci piace e ci gratifica. È svegliarsi ogni giorno, felice di andare in un luogo che ami.

Se una donna è felice con sé stessa, significa che può rivestire qualsiasi ruolo nella società, può essere una madre felice, oltre che una lavoratrice e fare molto meglio entrambe le cose"


Siamo sul finire di questo 2020. C’è silenzio nelle strade. C’è silenzio nell’atelier di Marta.


Siamo in zona rossa.


Ma il mio cuore può immaginare e vuole credere:


Posso immaginare le voci delle tessitrici, il rumore dei telai che ordiscono trame d’infinita bellezza, l’odore del filato, la suggestiva atmosfera di San Francesco delle Donne dove in passato altre donne hanno scoperto il loro talento, e trovato la strada verso la loro emancipazione.


Voglio credere nella forza straordinaria di una donna come Marta che saprà attendere con pazienza il momento in cui questo silenzio finirà, per tornare a dar vita ai suoi racconti di un artigianato custodito e tramandato dalle mani, preziosissime, di moltissime donne.



Scopri l'Atelier Giuditta Brozzetti su www.brozzetti.com

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